Hai mai sentito parlare di “cedolare secca” sugli affitti?

Cerchiamo di chiarirti in pochi minuti di cosa si tratta:

Che cos’è?

• è un sistema di tassazione, che comprende il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF per i contratti di locazione
Per chi?
• possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (es. usufrutto)

Qual’è il vantaggio?

• non paghi l’imposte di registro e di bollo
• il canone di affitto non fa cumulo con i tuoi redditi e l’imposta sostitutiva si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone liberoa fronte di una IRPEF generalmente ben più alta (si va dal 23%, fino al 43% sulla parte di reddito oltre i 75.000 euro) oppure del 10% nel caso di un Canone concordato (valido per l’anno 2018 e 2019)
• In caso di risoluzione del contratto l’imposta di registro non è dovuta

Qual’è lo svantaggio?

• se scegli la cedolare secca rinunci qualsiasi aggiornamento del canone di locazione per tutta la durate del contratto
• sul reddito assoggettato a cedolare e sulla cedolare stessa non possono essere fatti valere rispettivamente oneri deducibili e detrazioni
• La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione
Per quali immobili?
• Per gli immobili nella categoria catastale da A1 a A11 (escluso A10- ufficio o studi privati) e su eventuali pertinenze affittate insieme all’abitazione (box, garage, cantina, soffita)

Quando si sceglie la cedolare secca?

• alla registrazione del contratto
• negli anni successivi entro il termine per il versamento dell’imposta di registro (si può sempre revocare l’opzione da anno in anno)
• In caso di proroga del contratto, è necessario confermare l’opzione della cedolare secca contestualmente alla comunicazione di proroga.
La revoca invece deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente e comporta il versamento dell’imposta di registro, eventualmente dovuta.

Come si sceglie?

• con presentazione dell’apposito modello (RLI) presso l’Agenzia delle Entrate
• mediante trasmissione telematica dello stesso da parte di un intermediario abilitato
La presentazione del modello deve essere preceduta da una comunicazione all’inquilino con raccomandata con la quale il locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se era previsto nel contratto, incluso quello per adeguamento Istat.

Quando e come si paga?

• entro gli stessi termini previsti per il versamento dell’IRPEF tramite mod. 730 o mod UNICO

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