QUANDO E’ NECESSARIO CALCOLARE LA PLUSVALENZA

Cos’è la plusvalenza? A quanto ammonta? Quando è dovuta e quando no? Nel seguente articolo troverai tutte le risposte.

DI COSA SI TRATTA?

La plusvalenza immobiliare può essere definita come la differenza tra il prezzo di acquisto dell’immobile e il prezzo di vendita. Si tratta dunque del guadagno che deriva dalla vendita di un immobile, quando il prezzo di acquisto dell’immobile in questione è inferiore a quello di vendita. Ad esempio, se abbiamo acquistato un immobile a 100.000 € e poi lo vendiamo a 120.000 €, la plusvalenza ammonterebbe a 20.000 €.

COME VIENE CALCOLATA?

Lo stato tratta il profitto che deriva dalla vendita di immobili come un reddito “diverso”. Chi vende un bene immobile può richiedere al notaio, all’atto della cessione, l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito pari al 26% (fino al 31/12/2019, l’aliquota era del 20%). Pertanto, se la plusvalenza ammonta a 20.000 €, il venditore dovrà saldare allo stato 4.000€ di imposte, che possono essere saldate direttamente al notaio in fase di rogito o durante la dichiarazione dei redditi.

QUANDO NON E’ DOVUTA?

La plusvalenza non viene pagata nei seguenti casi:

  1. quando l’immobile viene venduto dopo 5 anni dall’acquisto;
  2. quando l’immobile che si vende è stato ricevuto in eredità;
  3. quando per la maggior parte del periodo durante il quale si è stati proprietari, l’immobile è stato adibito ad abitazione principale.
QUALI IMPORTI POSSIAMO DETRARRE?

Dalla plusvalenza immobiliare è possibile detrarre le spese che abbiamo avuto in seguito all’acquisto dell’immobile. Fanno parte di tali spese i costi riguardanti lo stesso acquisto (come il notaio, l’agenzia immobiliare, ecc.), i costi di costruzione, restauro e risistemazione dell’immobile.

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